Agcom: così non va

calabroL'AgCom ha reso disponibile online il testo dello schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica, allegato alla delibera 398/11/CONS approvata il 6 luglio scorso. Il provvedimento sarà oggetto di una consultazione pubblica, della durata di 60 giorni dalla pubblicazione del testo in Gazzetta ufficiale.

Lo schema di regolamento pubblicato dall’Autorità sembra, sin qui, non aver tenuto conto di buona parte delle perplessità e delle critiche pervenute da numerosi soggetti portatori di interessi in relazione alle linee guida del provvedimento.
Partecipando alla consultazione pubblica che ha portato alla definizione dell’attuale schema la FEMI - Federazione dei media digitali indipendenti aveva richiesto di limitare l’ambito di applicazione del provvedimento ai soli servizi media audiovisivi e soprattutto di garantire che l’adozione di ogni provvedimento di enforcement fosse preceduta da un procedimento idoneo – per tempi e modalità di svolgimento – teso a garantire il diritto alla difesa degli autori e uploader dei contenuti audiovisivi.
“Leggendo lo schema di Regolamento pubblicato dall’Autorità si deve sfortunatamente prendere atto del fatto che l’AgCom continua a ritenere di poter dettare una disciplina generale relativa alla tutela del diritto d’autore in Rete che contempla l’adozione, in sede amministrativa, di provvedimenti sommari in assenza di adeguate garanzie di difesa per i destinatari”, afferma l’avv. Guido Scorza, Presidente dell’Istituto Politiche dell’Innovazione e legale della FEMI. “Si tratta di un approccio che lascia perplessi e induce a dubitare della circostanza che l’Autorità abbia, sin qui, tenuto nel debito conto le perplessità e le critiche pervenute da più soggetti durante la consultazione pubblica e gli effetti gravi che il provvedimento rischia di produrre sul pluralismo e la libertà di informazione nello spazio pubblico telematico”, sottolinea Giampaolo Colletti, Presidente della FEMI.
La federazione parteciperà alla nuova consultazione pubblica promossa dall’AgCom e si sforzerà - a nome dei suoi associati e degli interessi degli oltre 130 media che rappresenta - di far comprendete all’Autorità le ragioni che suggeriscono l’adozione di un provvedimento più equilibrato e soprattutto limitato, nell’ambito di applicazione, ai soli fornitori di servizi media audiovisivi.

 

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